Proseguiamo con la seconda puntata di #trekcontech, nella quale discuteremo di due argomenti interessanti: conoscenza dell'ambiente montano e pianificazione del trekking. DISCLAIMER: La frequentazione della montagna richiede preparazione ed attrezzatura corrette; raccomando quindi di adottare sempre la massima attenzione e prudenza. Nel caso di infortuni, errori di percorso, condizioni mutevoli del territorio, non mi assumo alcun tipo di responsabilità. La definizione di montagna è un po' sfumata, ma il concetto sbrigativo è: Una montagna (o monte) è un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante con una certa altezza, prominenza ed isolamento topografico. Esistono varie convenzioni per ciò che concerne l'altezza al sopra della quale si parla di montagna e non di collina; d'ordinario si definisce montagna un rilievo che supera i 400/500m o, secondo altre convenzioni, i 600/700m sul livello del mare (s.l.m.). In tutti i casi, l'aspetto del rilievo deve essere, almeno parzialmente, impervio. (fonte Wikipedia). Ciò detto, ci sono altre caratteristiche interessanti da considerare. Prima di tutto la linea degli alberi, che ci dà un'idea dell'elevazione. Questa linea ha il suo limite tra i 2000m e i 2300m, quindi già a una prima analisi visiva possiamo renderci conto dell'elevazione. Poi, il calo di temperatura. In montagna la temperatura scende di un grado ogni 100m di elevazione. Ciò è importante perché le condizioni che trovate a fondovalle non saranno le stesse del punto di arrivo. Se partendo da quota 1000m avrete 21 gradi, avrete solo 15 gradi a 1600m. Ciò impone, ovviamente, una scelta oculata dell'abbigliamento. Anche in estate. Il meteo poi è normalmente più instabile in quota. In parole povere, se deve piovere lo farà prima in cima e poi a valle. Lo stesso dicasi per un eventuale temporale (molto pericoloso). Questo impone di informarsi sempre. PRIMA di avventurarsi in altura. Anche le stagioni influiscono: normalmente in inverno il tempo è molto più stabile rispetto all'estate. In considerazione di questi fattori, risulta quindi evidente che è molto importante pianificare il trekking in anticipo. Non fatevi spaventare da tutti questi controlli: una volta che ci farete l'abitudine, il processo vi verrà quasi naturale 😊 Decidiamo subito la nostra destinazione, considerando fattori come dislivello, quota di partenza, quota finale e classificazione del sentiero. Quest'ultimo punto è molto importante. Il CAI suddivide i sentieri di montagna in questi 4 livelli di difficoltà: T: sentieri ampi e ben tracciati, simili a comode mulattiere E: sentieri escursionistici che portano un po’ più in alto e un po’ più lontano: attraversano ambienti più vari, dai pascoli alle pietraie, con dislivelli tra i 500 e i 1000 metri. EE: I sentieri EE sono percorsi adatti a chi ha già una buona esperienza in montagna. Richiedono passo sicuro e abitudine a muoversi su terreni difficili, come pendii ripidi, tratti scivolosi, rocce o pietraie. Il sentiero EE può essere stretto, esposto o attraversare brevi passaggi rocciosi, a volte con qualche tratto attrezzato (ma non si tratta di vere e proprie vie ferrate). Le salite e le discese sono spesso ripide e impegnative. EEA: I sentieri EEA sono le vie ferrate: percorsi attrezzati su pareti rocciose, creste e canaloni. Qui troverai cavi metallici, scalette, pioli infissi nella roccia che ti permetteranno di attraversare in sicurezza passaggi che altrimenti richiederebbero tecniche di arrampicata avanzate. Se siete agli inizi, T ed E sono la vostra scelta. EE lo riservate a quando avrete un po' di esperienza ;) Su internet trovate centinaia di siti con i trekking più belli della vostra zona. A mero titolo esemplificativo, e solo per darvi un'idea: https://valsassinatrekking.it/percorsi-di-trekking/ Qui trovate anche le indicazioni del livello di difficoltà. Esempio: Al Monte Due Mani per lo Zucco di Desio: attraverso cime panoramiche Difficoltà: Escursionista ( = E ) Dislivello: 952 m Tempo di percorrenza: 2h40' alla vetta (sì certo 😂) I tempi di percorrenza sono importanti. Il CAI suggerisce un semplicissimo metodo di calcolo (sebbene spannometrico): 300m di dislivello = 1 ora. Fidatevi di quel calcolo, e non dei tempi di percorrenza che trovate sui siti, perché quelli sono calcolati per un escursionista già allenato che fa poche pause. L'esempio sopra per più di 900m metri di dislivello dichiara un tempo di 2h40m. Quello lo posso fare io (che non mi fermo quasi mai) ma certo non un escursionista alle prime armi. Quindi, calcolate 3 ore + le pause (che saranno tante, garantito). I tempi sono importanti, soprattutto in inverno, quando le giornate sono corte e le ore di sole poche. Una volta selezionato il percorso, passiamo al meteo. Questo controllo è FONDAMENTALE. Dovete essere sicuri del bel tempo. E comunque, è sempre meglio attrezzarsi con qualcosa per proteggersi dalla pioggia, in ogni caso. Per quanto riguarda la traccia, ricordate di portare con voi il vostro amato smartphone con qualche app che vi farà comodo. Io consiglio sempre OsmAnd (https://osmand.net/) con le mappe offline della vostra regione. E' inutile che vi parli di cartina e bussola, perché tanto non le usa più nessuno, e poi è sempre difficile calcolare la propria posizione, soprattutto se non si hanno riferimenti noti per la triangolazione. Tra l'altro, in caso di necessità, con la cartina è quasi impossibile dare ai soccorritori la vostra posizione esatta. Troppo casino, e i fattori di rischio sono tanti. Quindi OsmAnd, carta offline e via di posizione GPS. Così saprete sempre dove vi trovate. Se avete la traccia GPX del percorso, potrete importarla in OsmAnd e quindi iniziare la navigazione. Sarà tutto più semplice (Magari per OsmAnd farò un post a parte). Continuate ad allenarvi perchè nel prossimo post parleremo di attrezzatura.
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