Iniziamo la prima puntata di #trekcontech, nella quale cercherò di dare qualche utile consiglio per i neofiti del #trekking ed evitare loro la seccatura di farsi venire a prendere dal soccorso alpino, di notte. Lo scorso anno, da Gennaio ad Agosto, nella sola Lombardia erano già morte 47 persone per incidenti in montagna. Spesso dovuti a inesperienza, attrezzatura inadatta e scarsa conoscenza del territorio. Questo inverno, 37 decessi per valanghe. Italia il paese peggiore d'Europa per gli incidenti di questo tipo. E dire che, per essere un paese praticamente attraversato dalle montagne, dovremmo essere dei super esperti. Invece i dati ci dicono proprio il contrario. E non è che sei hai l'Arva automaticamente non verrai sepolto da una valanga, sia chiaro. Ma quali sono le cause ? Prima di tutto, diciamo una cosa: spesso si tratta di fatalità, specie durante le attività più rischiose. Arrampicare su una parete di ghiaccio, o fare una lunga risalita su un ghiacciaio di per sé rappresentano già delle sfide. Poi però c'è anche il dolo: per esempio ostinarsi a ignorare le allerta valanga, o le previsioni meteo incerte. Insomma, andare in montagna non è uno scherzo. Indossare un paio di scarpette e correre 2 km senza alcun allenamento, al limite ti porta un gran fiatone, e puoi sempre tornare a casa in fretta. Ma quando ti trovi in un ambiente ostile, con poca gente in giro (se ne incontri) e magari senza copertura cellulare, allora le regole del gioco cambiano. Ecco, spesso i protagonisti degli incidenti in montagna queste cose le ignorano, a partire dalla scarsa attrezzatura, dall'esperienza nulla dell'ambiente circostante e dall'allenamento pressoché inesistente. La colpa è anche di chi, negli anni, ha portato sempre più persone verso questi ambienti meravigliosi, senza dare alcuna informazione riguardo alle precauzioni che si devono prendere. A scuola poi, manca totalmente un'educazione all'ambiente alpino nonostante, come dicevo prima, questo paese sia letteralmente attraversato dalle Alpi e dalla dorsale Appenninica. Partiamo allora dalle basi: cosa fate quando volete andare in palestra ? Andate dal medico e vi fate fare un certificato medico sportivo. Ecco, se volete andare in montagna, è la stessa cosa. E' uno sport, come gli altri, e come tale va considerato. Una volta espletate le formalità "sanitarie", allora dovete fare un secondo step: allenarvi. Partire quindi con cose semplici, senza ambire subito a grandi risultati. Quelli verranno dopo. (Prima dovete essere in grado di camminare almeno un paio d'ore su un semplice dislivello, diciamo 300/400m, senza morire 😊 ) Test per chi vive in zona Varese/Como: la Via Crucis della collina di San Maffeo (a Rodero). Se riuscite a farla senza che vi venga un infarto (100m di dislivello), siete in buona forma 😂 Quindi in concreto, attività aerobica come la corsa o la camminata veloce (o anche il Nordic Walking) vi aiuteranno a mantenere e incrementare lo stato di forma. Non improvvisate. Ricordate che l'improvvisazione è la madre di tutte le cazzate. 😉 Iniziate ad allenarvi, perchè nella seconda puntata parleremo di conoscenza dell'ambiente montano e pianificazione del trekking.
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